Non c’è Salute senza Salute Mentale

Nella sala conferenze del Circolo Lilybeo di Marsala si è svolto l’incontro del Rotary Club di Marsala per ascoltare il dottor Lorenzo Messina, past president del Club, primario emerito del reparto di Psichiatria dell’ospedale “Abele Aiello” di Mazara del Vallo, sul tema “Non c’è Salute senza Salute Mentale” nonché membro della “Task Force Salute Mentale” del Distretto 2110 Sicilia Malta del Rotary International.

L’incontro è stato fortemente voluto dalla Presidente Francoise Bouix, che, aderendo all’invito del Presidente del Rotary International Gordon Mcinally e del Governatore del Distretto 2110 Goffredo Vaccaro, ha inquadrato l’incontro nel progetto internazionale che ha come obiettivi quello di mettere al centro della attenzione la salute mentale cercando eliminare lo stigma che ad essa è collegato e quello di cercare di informare tutti i cittadini sui primi segnali di malattia che possano manifestarsi nei loro familiari o amici.

All’incontro ha partecipato anche un nutrito gruppo di soci dell’Interact Club Marsala e la sua Presidente Alessandra Genco ha sottolineato l’importanza dell’argomento trattato anche per i giovani; infatti, ha evidenziato che negli ultimi due anni, in tutto il mondo, si è verificato un aumento significativo dei problemi di salute mentale negli adolescenti, in particolare di disturbi di ansia e depressione.

Il relatore Lorenzo Messina ha parlato in modo chiaro e appassionato, per cui il numeroso uditorio ha ascoltato con grande attenzione data l’importanza dell’argomento riguardo agli aspetti scientifici, medici e umani della salute mentale. La patologia principale trattata è stata la depressione da cui si può guarire con l’aiuto della medicina e la fiducia nel voler guarire del paziente. È essenziale che della depressione si parli, ci si confronti con naturalezza e non sia uno “stigma” come ancora accade ma succedeva soprattutto nei tempi passati. Allora si parlava di “buco nero” della psiche, oggi del “male oscuro” che, rimanendo nel proprio intimo, può evolvere sino al suicidio.

Il relatore ha tenuto una lezione magistrale sull’origine “multicentrica” della depressione dovuta a diverse cause, come ad esempio un lutto, un amore finito, un fidanzamento o un matrimonio fallito, una perdita del proprio ruolo, un crac finanziario o economico, un esame universitario andato male dopo tanto studio rimasto purtroppo infruttuoso.

Ha parlato anche dei sintomi e delle terapie. Nel depresso va scemando il “tono dell’umore”, cioè la voglia di vivere perché si è presi dal senso di fallimento della propria vita, dinon essere riuscito a raggiungere il proprio ideale. È come un cane che si morde la coda. Soffre ma non reagisce alla sua volontà che lo chiama a stare chiuso in casa, infelice, a rimuginare sempre sul suo passato invece di dargli un calcio, perché il passato nessuno lo potrà cancellare.

Il depresso non aspetta la luce del mattino per iniziare una nuova vita, il depresso aspetta la notte desiderando che non finisca mai. Ha paura del giorno, come se non volesse riappropriassi delle proprie responsabilità di fronte alla propria coscienza. A volte pensa al suicidio quando crede di essere abbandonato da rutti e per non essere di peso a nessuno. Ecco che qui entra in gioco la medicina che non sono soltanto i farmaci, ma il ruolo della famiglia, degli amici, della comunità. È una questione d’amore. La solitudine, il senso di impotenza, la perdita dell’autostima, la mancanza di speranza, l’abulia dell’anima la fanno da padroni. Ci vorrebbe un forte ideale, una nuova esperienza, una fede, una musica per riprendere in mano la vita e costruirsi un nuovo destino.

Il dottor Lorenzo Messina è coinvolgente quando parla, innanzitutto per la sua preparazione scientifica e inoltre per la tonalità della voce che sa destare l’interesse degli ascoltatori perché sa modularla come i toni e i semitoni di un pianoforte che, tra l’altro, sa suonare con maestria.